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Terapie e trattamenti/Aree di intervento

intervento non terapeutico
terapia di coppia e familiare

Consulenza psicologica:

può accadere che, in occasione di eventi particolarmente stressanti o critici della vita, si abbia la sensazione di reagire in maniera esagerata, non “normale” rispetto a come dovrebbe essere. La consulenza psicologica può essere una soluzione per approfondire, insieme allo psicologo, la situazione che causa il disagio psicologico. Si tratta infatti di un intervento non terapeutico in cui generalmente si affrontano difficoltà temporanee o di lieve entità, indicato per persone che vivono un momento di disagio o di crisi personale ma che non presentano sintomi di rilevanza tale da necessitare di intervento terapeutico.

L’obiettivo è la risoluzione della problematica specifica attraverso strategie che mirano a modificare la situazione per riacquistare il proprio benessere. Di conseguenza, il numero di incontri è limitato.

L’esito della consulenza psicologica può vertere verso differenti tipi di percorsi, dalla psicoterapia al sostegno psicologico.

Sostegno psicologico:

il sostegno psicologico consiste nel supportare la persona quando si trova in una situazione di difficoltà e non riesce a intravedere una soluzione: il lavoro con lo psicologo mira ad attivare le risorse personali necessarie per superare il periodo critico.

Dunque, a differenza della psicoterapia, il sostegno psicologico non mira ad ottenere dei cambiamenti profondi, ma si focalizza sul “qui e ora”, sulla situazione specifica che provoca il disagio; di conseguenza, si tratta di un intervento la cui durata è strettamente legata allo sviluppo delle risorse per affrontare la situazione stessa.

Psicoterapia individuale ad orientamento sistemico - relazionale:

nelle situazioni più complesse è consigliabile intraprendere un percorso di psicoterapia.

La psicoterapia è un percorso che va più in profondità e conduce ad una consapevolezza delle dinamiche relazionali, degli stati emotivi e dei disagi che la persona vive.

Insieme allo psicoterapeuta, il cliente intraprende un lavoro terapeutico centrato sulla sua storia e sulle sue relazioni, con l’obiettivo di “sbloccarsi” da un presente che gli causa sofferenza e poter trovare un nuovo equilibrio personale e relazionale.

Infatti, lo psicologo ad orientamento sistemico-relazionale interpreta il sintomo come un disagio della persona nelle relazioni e dunque nel contesto in cui agisce, per cui la terapia sarà focalizzata sulle dinamiche comunicative e relazionali, per capire il nucleo della sofferenza del cliente e attuare un cambiamento.

Questo disagio si può esprimere in diverse forme: come un disturbo d’ansia (es. attacchi di panico, fobie), un disturbo dell’umore (es. stati depressivi, disturbo bipolare), disturbi del comportamento alimentare, o disturbi di personalità, con sintomi spesso invalidanti nella vita quotidiana.

Inoltre, spesso questi sintomi hanno una ricaduta sull’autostima e sulla sicurezza di sé, aumentando ancora di più la paura di relazionarsi con gli altri e di affrontare le situazioni della vita.

Terapia di coppia:

secondo l’ottica sistemica, ciascuno dei partner porta nel “sistema coppia” aspettative, emozioni, fantasie, modalità comunicative e di comportamento che fanno parte del suo mondo, solitamente apprese nel contesto familiare d’origine.

Attraverso il percorso terapeutico è possibile mettere in luce le dinamiche relazionali che hanno portato la coppia in una situazione di conflittualità o di “stallo” ed acquisire nuovi sistemi di comunicazione, più funzionali ad una gestione equilibrata del rapporto affettivo.

Terapia familiare:

la psicoterapia familiare è rivolta a tutti membri della famiglia e ha lo scopo di comprendere come la storia relazionale familiare abbia portato uno (o alcuni) dei suoi membri ad esperire disagio nella posizione fino ad allora assunta all’interno del sistema. Non c’è l’intento di attribuire colpe o responsabilità, ma di comprendere e mettere in discussione le funzioni e le modalità comunicative familiari che sottostanno al problema, per scoprire modalità diverse ed evolutive di ascolto reciproco e di differenziazione del singolo rispetto agli altri componenti.

Sostegno alla genitorialità:

è un intervento psicologico rivolto ai genitori che, spesso a seguito di cambiamenti fisiologici nel ciclo di vita della famiglia (separazioni, lutti, età critiche o problematiche personali dei figli) si trovano a vivere delle difficoltà nel loro ruolo genitoriale. Questi percorsi mirano a comprendere e migliorare la le dinamiche relazionali, gli stili educativi e comunicativi della famiglia, per favorire una crescita più serena dei figli stessi.

Valutazioni neuropsicologiche:

come neuropsicologa mi occupo di valutazioni neuropsicologiche, ovvero di valutare, attraverso colloqui e la somministrazione di alcuni test, le funzioni cognitive quali la memoria, l’attenzione, il linguaggio. Una valutazione di questo tipo può essere utile per conoscere le conseguenze di alcuni eventi traumatici o malattie degenerative, quali:

  • Demenze (es. morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson)
  • Ictus
  • Traumi cranici
  • Sclerosi multipla
  • Tumori cerebrali
  • Patologie legate all’invecchiamento

Lo psicologo effettua queste valutazioni anche a scopo preventivo, in un’ottica di invecchiamento attivo e di consapevolezza del proprio stato cognitivo, per prevenire le “perdite” dovute all’invecchiamento normale e preservare e/o potenziare le abilità residue; ciò consente anche di differenziare un invecchiamento fisiologico o normale da un invecchiamento patologico.

Infine, una valutazione neuropsicologica può essere necessaria in ambito legale, ad esempio per determinare l’entità del danno psichico per richiedere un amministratore di sostegno, o un’interdizione o un’inabilitazione (vedi sezione “psicologia giuridica”).

Psicologia giuridica:

Come psicologa forense svolgo perizie psicologiche e consulenze tecniche di parte in procedimenti legali in ambito civile e penale. In cosa consiste il lavoro dello psicologo come Consulente Tecnico di Parte (CTP)?

In un procedimento giudiziario, sia civile sia penale, ognuna delle parti può avvalersi di un consulente (CTP), nominato dall'avvocato a seguito della nomina di un Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) da parte del giudice.

Il CTP si relaziona con il CTU, con l’avvocato di parte e con la parte stessa; inoltre, deve necessariamente prendere parte a tutti i colloqui peritali, con il compito di assicurarsi che il lavoro del CTU venga svolto con precisione e rigore. Inoltre, il CTP si occupa di interpretare a sua volta il materiale emerso dai lavori e dagli eventuali test psicodiagnostici di cui il CTU può avvalersi.

Infine, il CTP ha anche il compito di consultarsi con il proprio assistito, fornendogli tutte le spiegazioni di cui ha bisogno e supportandolo nelle varie fasi della consulenza: in questo senso, il sostegno psicologico è un aspetto fondamentale, poiché il CTP si trova a dover aiutare il cliente a comprendere il significato del percorso peritale, rispondendo ai suoi dubbi e alle preoccupazioni relative ai possibili esiti della consulenza, e facendosi portavoce delle richieste del suo assistito con il CTU.

Ecco alcuni casi in cui può intervenire uno psicologo in qualità di CTP:

  • Separazioni consensuali o giudiziali tra coniugi, con o senza figli
  • Affidamento dei minori (idoneità genitoriale)
  • Valutazione del Danno Psichico
  • Interdizione, inabilitazione e amministrazione di sostegno
  • Mobbing
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